“ Avvocatura: istruzioni per l'uso ”

Intervista a Ilaria Borgioli
associata dello studio legale Olivetti Rason
23/03/2016

A tu per tu con Ilaria Borgioli, giovane, ma già affermato, avvocato fiorentino, associata dello Studio Legale Olivetti Rason. L'Avvocato Ilaria Borgioli, associato dello Studio legale Olivetti Rason con sedi a Milano, Roma e Londra lavora dal 2006, presso la sede di Firenze.
Ha maturato esperienza in tutti i rami del diritto civile, dal diritto di famiglia, al diritto del lavoro, dal diritto bancario al diritto commerciale e  fallimentare. In particolare, ha sviluppato una specializzazione nel campo della contrattualistica societaria, occupandosi di fusioni e acquisizioni, cessioni di aziende e pacchetti azionari. La pluriennale esperienza ed il rilevante albo clienti dello Studio, completano nel segmento del diritto che si occupa delle procedure di ristrutturazione del debito, la raffigurazione, questa volta reale e non solo ideale, del Professionista di successo in ambito nazionale.    
Quando sono nati il Suo interesse per il diritto e la consapevolezza di intraprendere la carriera di avvocato? 

Verso la fine del liceo, grazie anche alla persuasione di mio nonno Notaio, che desiderava veder tramandare in famiglia la sua professione. Inoltre, entrambi i miei genitori sono laureati in legge e dunque la scelta di iscriversi a giurisprudenza è stata alquanto naturale. I risultati ottenuti ai primi esami mi ha confermato la bontà della mia scelta. La decisione di orientarmi verso la carriera forense è maturata circa a metà percorso universitario, frutto del desiderio di vedere concretizzarsi ciò che stavo studiando e di lanciarmi quanto prima nel mondo del lavoro professionale.

L'orientamento degli studi verso i contesti del diretto internazionale  come ha cambiato la preparazione e le competenze della figura dell'avvocato? 

La conoscenza di lingue straniere è sicuramente una voce dei curricula personae valutata con attenzione quando un laureato si presenta ad uno studio. Così come un'eventuale esperienza di studi o lavoro all'estero, non solo per le cognizioni tecniche che ne derivano, ma anche per l'apertura mentale e l'esperienza sociale che ne conseguono, sicuramente utili nella professione. Nel contesto storico culturale in cui viviamo, ormai anche studi professionali che operano a livello locale possono essere coinvolti in negoziazioni o contenziosi connotati da profili internazionali (basti pensare all'attività di assistenza legale nella contrattualistica legata alla cessione di attività o di immobili, o anche all'attività di recupero crediti nei rapporti commerciali che sempre più coinvolgono operatori stranieri).

Quali sono, secondo Lei, le aree di attività a cui un aspirante avvocato deve guardare in prospettiva per specializzarsi e avere maggiori possibilità di impiego?

In questo momento riconosco due diverse realtà nella professione forense. Esiste una dimensione più "tradizionale", rappresentata dall'avvocato radicato sul territorio, con competenze multidisciplinari nei diversi rami del diritto. Vi è poi la realtà rappresentata dai grandi studi associati, per lo più con sede nelle principali città italiane, con collegamenti con le varie città europee, asiatiche ed americane. In quest'ultimo caso prevale la specializzazione del singolo in un particolare settore del diritto, essenzialmente nell'ambito del diritto commerciale e concorsuale.

Quali sono le attitudini personali che un avvocato, secondo Lei, deve possedere per esercitare la professione?

Oltre, ovviamente, ad un'attitudine allo studio, conta molto la precisione e l'attenzione ai particolari. Certamente intraprendenza e capacità relazionale sono qualità che facilitano.   
 
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