Vuoi lavorare con gli animali? Ecco le opportunità migliori

Ecco alcuni settori in cui impegnarsi, alcuni con studi da fare, altri con imprenditorialità da far emergere. Dal veterinario al pet therapist, dalle SPA per cani alle fattorie didattiche.
Redazione di Educaweb.it
20/12/2016

Hai passione per gli animali e vorresti farne un lavoro? Se sei capace di rimanere fermo e risoluto anche in situazioni potenzialmente difficili (come con un animale ferito o aggressivo), se hai voglia di investire tempo e risorse per un corso di formazione, potrebbe essere l'ambito di lavoro giusto per te.

Circa il 40% delle famiglie italiane possiede un animale domestico. E per ogni animale spende molto, fino a mediamente 1700 euro per un cane e 600 euro per un gatto. Complice un aumento di prezzi degli alimenti e accessori per animali negli ultimi 15 anni, che in molti casi è stato un raddoppio dei costi. Ma non solo aumentano i prezzi. Negli ultimi anni sono anche nati alcuni servizi per animali domestici che fino a qualche tempo fa sarebbero stati impensabili. Come i ristoranti per cani, con piatti ricercati, cibi biologici e grande qualità, o i ristoranti pensati appositamente per persone con cani, dove gli animali hanno la loro ciotola (gratis) ai piedi del tavolo, e i loro padroni possono godersi la cena. Per molte persone, capaci di rinunciare a una cena per non lasciare il cane da solo a casa, un buon motivo per uscire in compagnia.

Ma per chi vuole lavorare con gli animali quali sono le possibilità concrete? Ecco una breve sintesi.

Veterinario: la professione per lavorare con gli animali per eccellenza. Cinque anni di università, l'esame di Stato per l'abilitazione, Scuola di specializzazione di tre anni. Sbocchi professionali: presso studi privati, magari poliambulatori, e poi magari in seguito, dopo essersi fatti una certa esperienza, si può aprire uno studio privato. Oppure nelle Asl o negli allevamenti, anche se sicuramente entrambi questi casi si discostano dall'immaginario comune fatto di cuccioli, cani e gatti.

Dog sitter: è chi si occupa dei cani altrui, per portarli a spasso, tenergli compagnia e prendersene cura. Non è richiesto alcun titolo di studio ma può essere utile un patentino di conduttore cinofilo (chiamato anche "handler"), anche solo per risultare più professionali. Ma è l'esperienza che è più rilevante, per sapere interagire positivamente con animali diversi. E' una professione in crescita.

Allevatore: allevamenti di cani o gatti di razza e allevamenti per la produzione di carne e di prodotti degli animali. Nel primo caso, tanta passione, conoscenza della legge, corsi appositi. E anche auspicabile tanto rispetto per l'animale, non solo per la sua salute fisica ma per il suo sviluppo psico sociale. Cominciano a esserci allevamenti così, che prestano attenzione a salvaguardare le condizioni migliori per lo sviluppo dei cuccioli.
Ci sono poi gli allevamenti di bovini, suini, equini, ovini... la maggior parte sono allevamenti intensivi, le cui immagini molto crude sono ormai note, grazie a Internet e ai social media. Ma ci sono anche piccoli allevamenti in cui gli animali vengono sì allevati per uso umano, ma trattati nel rispetto del loro tempo da vivi, allevati all'aperto, con cibi naturali (in genere biologici) e senza abuso di trattamenti sanitari. Se vuoi diventare allevatore, il passo migliore è andare a conoscere e magari cominciare a collaborare con degli allevatori, scegliendoti quelli che ti piacciono di più per impostazione professionale e deontologica, per la scelta di vita che ti potranno raccontare. Poi saranno utili studi che possono spaziare dalla Veterinaria alla Zoologia all'Agraria.

Fattorie didattiche: sono aziende agricole che hanno aperto le porte all'attività con i bambini e le persone con disabilità. Asini, cavalli, cani, mucche, maiali, caprette: solo alcuni degli animali che possono essere compagni di giochi e di attività con la guida di un educatore o facilitatore. I bambini imparano a stare a contatto con gli animali e a vivere all'aperto. Settore in crescita, sia sul fronte dell'educazione sia su quello della riabilitazione attraverso la pet therapy.

Pet therapy: o meglio IAA, Interventi Assistiti con gli Animali. Un settore che si è dotato di linee guida nel 2015. Sono interventi che hanno valenza terapeutica, riabilitativa, educativa e ludico-ricreativa e prevedono l'impiego di animali domestici. In un'epoca caratterizzata da un "deficit di natura" generalizzato, la relazione con l'animale può portare risultati sorprendenti. Grazie alle linee guida, è facile identificare i corsi con maggiore validità e serietà. Si tratta di un lavoro che ha più possibilità per chi già si occupa, o intende occuparsi di riabilitazione, relazione d'aiuto, terapia, perché amplia e integra gli strumenti a disposizione del facilitatore.

Cliniche del benessere: inconcepibili per molti, ma sempre più diffuse, più che altro nelle grandi città. Non solo toilette per cani e cure estetiche, ma anche divertimento e fitness, idromassaggio, yoga, massaggi antistress, cure dimagranti, tapis roulant, stretching, nuoto... Poi certo, verrebbe voglia di chiedere al cane (magari con un questionario a risposta multipla) se preferirebbe la Spa o una bella giornata nei boschi in compagnia... Ci sono tuttavia anche centri che organizzano asili diurni con attività di svago e di educazione cinofila, attività sportive e di socializzazione, pensate semplicemente per quei proprietari che non hanno la possibilità di trascorrere la giornata col loro cane.

Negozi per animali: aumenta la spesa per gli animali domestici, sempre maggiori i prezzi e sempre maggiore la disponibilità a pagare dei proprietari. Cibo ma anche accessori per la salute e per la cura. Oltre naturalmente alla vendita di cuccioli.

Lavorare allo zoo: rari ormai gli zoo, contrastati per ragioni etiche legate ai diritti degli animali. Ma qualcuno ancora sopravvive, cercando di porsi come luoghi di salvaguardia di specie a rischio di estinzione e di educazione soprattutto dei più giovani. Non molti i posti di lavoro, ma oltre a veterinari, divulgatori, etologi, ci sono sicuramente lavori legati alla cura diretta degli animali e dei loro spazi. Utile una laurea in Zoologia, Etologia o affini.

Educatore cinofilo: è colui che si occupa non solo di educare il cucciolo o rieducare l'adulto quando necessario, ma soprattutto di fare da mediatore tra cane e padrone, di creare le basi per una buona comunicazione tra loro, e quindi per una buona relazione. Ci sono ottimi corsi per diventarlo, e imparare in pratica è l'aspetto più determinante. Iniziare con questa formazione può voler dire offrire consulenza a privati, o approfondire poi la propria formazione diventando, con il proprio cane, una coppia certificata per la pet therapy.

Animal care: si sta diffondendo sul web, oggetto di grande promozione da parte di diversi centri di formazione, un pacchetto di corsi per diventare assistente veterinario, educatore cinofilo, toelettatore, addetto alle vendite pet shop. Relativamente al tecnico veterinario, è bene sapere che si tratta di una figura nata di recente, nel 2006, per iniziativa dell'ATAV (Associazione tecnici ausiliari veterinari) e non ha ancora alcun riconoscimento giuridico. In un quadro di assenza di formazione da parte delle istituzioni, si sono diffusi dei pacchetti di formazione gestiti da enti privati, corsi on line, e con costi non irrilevanti, come analizzato bene in questo articolo.

Caratteristiche generali per lavorare con gli animali
In tutti queste professioni, fondamentale sarà non solo la capacità di stare con l'animale, ma anche con i suoi padroni, di empatizzare anche con loro, di aiutarli a capire le situazioni, di motivarli a modificare dei comportamenti nocivi per l'animale e per la sua salute.

Ma se la motivazione non vi manca, non resta che affacciarvi al mondo della formazione e coltivare la vostra voglia di imparare e di mettervi in gioco.

Prima di iscrivervi a un corso, considerate sempre bene la serietà che si legge tra le righe, le certificazioni che ha, parlate, se potete, con chi lavora nel settore, per capire se si tratta di un investimento sensato oppure no. Non sempre i titoli rilasciati devono godere di riconoscimento giuridico perché la formazione abbia un senso, sia personale sia nel mercato del lavoro, ma chi già è inserito in quell'ambito può dirvi come viene vista quel tipo di formazione dalla parte di chi ci lavora.

 

 

 

 

 

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