“ Vita da Chef - Intervista all'Executive Chef Nico Atrigna di Osteria le Logge Siena ”

Redazione di Educaweb.it
29/03/2017

L'Italia è da sempre terra del buon vino e del gusto alimentare ricercato, quello che mixa sapori tipici della terra ad elementi di forte innovazione culinaria. Da Nord a Sud, soffermandosi nelle regioni centrali, il nostro territorio non smette mai di stupirci.
Si tratta di equilibri ben precisi, di giusti abbinamenti, di conoscere le potenzialità del Bel Paese e valorizzare la storia dei prodotti tipici enogastronomici, oltre a saperli promuovere su mercati internazionali.
Un mondo sempre più richiesto e in forte crescita esponenziale, quello della ristorazione, soprattutto dai giovani che si interessano costantemente delle ricerche alimentari e che vogliono sempre più conoscere da vicino il settore del Food.
Quando si parla di gastronomia non possiamo non fare riferimento alla figura dello Chef, una professione sempre più ricercata, il profilo lavorativo in grado di far apprezzare la cultura gastronomica del territorio italiano.
Un esempio in tal caso è l'Executive Chef Nico Atrigna di Osteria le Logge, il ristorante nel cuore di Siena dove la tradizione locale convive armonicamente in una gastronomia d'autore alla costante ricerca della qualità, del gusto raffinato e della sostenibilità.


Nico, raccontaci la tua formazione di Chef e sei hai abbinato percorsi formativo-didattici all'esperienza pratica in cucina.
 
Fin da quando ero bambino ho avuto sempre ben chiaro che cosa volessi fare da grande. A volte capita di sognare, proprio come fanno i bambini, ma io ho sempre desiderato diventare Chef; e così è stato. A 13 anni ho avuto il primo contatto con il mondo del lavoro, nel bar di mio cugino a Roma. Mi sono poi iscritto all'Istituto alberghiero di Maratea e nelle vacanze estive mi sono dedicato interamente alla cucina: ho frequentato grandi realtà ristorative, ho lavorato per ristoranti italiani importanti come La Certosa di San Giacomo a Lauro, e in sinergia con Vissani durante uno stage di un mese da cui è nato una grande rapporto di stima e simpatia reciproca.
Ho lavorato anche presso l'Hotel Villa Cheta Elite a Maratea, 5 stelle. Poi sono arrivato a Siena, tramite un contatto in comune con un Hotel di Lusso con il quale collaboravo, approdando a Osteria le Logge nel 2002.
Una formazione dunque da dura gavetta a cui ho sempre affiancato tanta voglia di imparare, conoscere nuove realtà, provare e affinare il palato e la tecnica culinaria. 

Qual è la tua filosofia di cucina? E perché consiglieresti ai giovani di intraprendere la carriera di Chef.
 
È una carriera che offre infinite possibilità di esprimere al meglio la propria creatività e il proprio gusto culinario ma, come ogni lavoro, serve fare la dura gavetta. E' importantissimo affiancare attività pratiche di cucina a lezioni teoriche di specializzazione e di alta formazione. Ogni persona appassionata di questo mondo affascinante ha la propria visione di cucina: a me piace pensare a come il cibo sia espressione della terra, ricco di energie ed equilibri, e che debba scatenare emozioni e attivare la memoria. Mangiare è un atto culturale ed etico, la cucina di autore deve emozionare ma, per farlo nella maniera corretta, serve una buona base di conoscenze teoriche e approfondimenti formativi.

Ma uno Chef non è tale senza la sua brigata…
 
Esatto, è il mio punto di riferimento quotidiano. Un bravo Chef non può essere davvero bravo se non sa essere un Team Leader e se non ha capacità organizzative di un gruppo di lavoro. Essere Chef ti porta a stare in contatto con le stesse persone ogni giorno, devi saper dosare bene i rapporti. A Osteria le Logge si è creato un rapporto di complicità con tutta la brigata, siamo amici ormai, anche fuori dalla cucina e fuori dal ristorante…
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