Il mestiere dell'insegnante: formare gli adulti del domani

Redazione di Educaweb.it
08/09/2016

Concorsi, pile di libri, aggiornamenti e lezioni: il mestiere dell'insegnante è da sempre uno dei più complessi da ottenere e da mantenere.
Per lo più donne, sempre indaffarate tra scuola e famiglia, eternamente messe in discussione da genitori troppo protettivi.
Qualcuno le ha guardate con occhi sognanti, pensando "Un giorno vorrei essere come lei"; qualcun altro, invece, le ha temute per l'interminabile lista di compiti per le vacanze.
Di chi stiamo parlando? Ovviamente delle insegnanti.

La formazione continua: un must
Durante l'ultimo anno si è parlato molto di questo mestiere, anche a causa del "Concorsone" (noi ne abbiamo parlato qui): migliaia di precari sono tornati sui libri e hanno partecipato al test, con la speranza di ottenere il famoso "posto fisso".
Ma nemmeno coloro che possiedono la cattedra da anni hanno trovato riposo!
Una delle necessità – e degli obblighi - degli insegnanti è, infatti, la formazione continua: aggiornamento quotidiano attraverso seminari, convegni, libri ma non solo! È fondamentale restare informati anche tramite giornali, cinema, concerti, partecipazione ad eventi.
Non è sufficiente formare gli alunni sulle materie previste dal piano di studi.
Nella società di oggi, con un numero sempre più alto di famiglie impegnate nel lavoro, l'insegnante passa spesso tutta la giornata con gli studenti: assume dunque un più importante ruolo di educatore.
Il maestro si trova non di rado a dover consigliare i ragazzi su questioni private, a intervenire in litigi o atti di bullismo e promuovere il confronto, ma anche ad affrontare studenti "scansafatiche" e spiegare quanto sia duro il mondo fuori dalle quattro mura scolastiche.
Diciamolo: fare l'insegnante è una sfida continua. Con gli studenti, che talvolta erroneamente li vedono come una minaccia; con i loro genitori, che tendono a difendere i loro figli, senza guardare sempre in faccia la realtà; ma soprattutto con sé stessi: perché il mondo si evolve, il mercato del lavoro cambia e i metodi che dieci anni fa erano all'avanguardia, oggi potrebbero esser definiti "desueti". L'unico modo per restare a galla è non fermarsi mai.
Ma la caratteristica che un buon insegnante non può permettersi di non avere è, tra tutte, la passione: la spinta interna che lo fa svegliare al mattino con il sorriso, pur sapendo che incontrerà tanti musi lunghi per quel compito in classe a sorpresa.
Ogni insegnante porta con sé un bagaglio inestimabile di storie: sono le storie dei bambini che ha conosciuto, dei "perché" urlati con la manina per aria e dei "non ho capito" sussurrati per la vergogna.

Tra le tante esperienze , ogni buon insegnante vi racconterà di aver appreso qualcosa che non conosceva proprio da uno di quei bimbi a cui cercava di spiegare il mondo.
Perché ciò che un buon insegnante non deve mai smettere di fare è, prima di tutto, imparare.
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