Il lavoro che cambia: stop ai co.co.pro

Redazione di Educaweb
25/02/2015

Da gennaio 2016 scompare la forma di collaborazione più diffusa. Chi lavora potrà cambiare mansione più facilmente e dovrà fare formazione.
Come promesso circa due mesi fa, riapriamo questa finestra aggiornarvi sulle ultime novità in tema di lavoro e di contratto. Il consiglio dei Ministri ha dato, infatti, il via libera definitivo per mettere in atto alcune delle misure previste dal Jobs Act, la tanto attesa quanto discussa riforma del lavoro. Una fra le novità più importanti riguarda l'abolizione dei cosiddetti co.co.pro: le forme di collaborazione per eccellenza che, nell'ultimo decennio, hanno caratterizzato in modo determinante l'accesso al lavoro di molti, giovani o meno giovani, non potranno più essere applicati a partire da gennaio 2016.
 
Le aziende saranno quindi incentivate a fare contratti da dipendente, seguendo le nuove modalità previste dalla riforma. Se da un lato sarà più facile assumere ed essere assunti, lo sarà anche licenziare e essere licenziati in base al nuovo "contratto a tutele crescenti". Chi lavora potrà passare con maggiore facilità da una mansione all'altra. Il risultato, come già avevamo accennato a suo tempo, sarà la necessità di formarsi e "ri-formarsi" continuamente, adeguandosi alle competenze e ai nuovi ruoli che il mercato ci richiede. 
 
Facendo una breve rassegna dei contenuti apparsi sulla stampa nazionale in questi giorni, ecco, in sintesi, alcune delle cose destinate a cambiare con l'entrata in vigore delle nuove norme:
 
Stop ai co.co.pro
 
Stop a partire dal 1 gennaio 2016 a tutti i contratti di collaborazione a progetto. Con l'approvazione definitiva del decreto non potranno essere più applicati. Scompare quindi, tranne che per qualche forma residua, il lavoro "parasubordinato", ossia quelle forme a metà tra lavoro dipendente e lavoro autonomo. Se siete fra coloro che hanno un co.co.pro in essere sappiate, in ogni caso, che potrà andare avanti fino alla sua data naturale di scadenza, e non oltre.  
 
Contratto a tutele crescenti
 
Riguarda i lavoratori che vengono assunti dopo l'entrata in vigore del decreto. Prevede tutele e garanzie in base all'anzianità di servizio. Per chi ha già un contratto di assunzione, valgono invece le vecchie norme. 
 
Cambiamento di mansioni
 
In caso di riorganizzazione aziendale o di altre eventualità previste dal contratto collettivo nazionale, un'azienda potrà modificare le mansioni di un lavoratore, senza modificare il suo trattamento economico. 
 
Il cambiamento di mansioni deve, in ogni caso, essere accompagnato da obblighi di formazione. Il lavoratore dovrà, infatti, essere messo nelle condizioni di poter acquisire le competenze necessarie per svolgere bene i suoi nuovi compiti. 
 
Altre novità contenute nei decreti riguardano le maggiori tutele per la maternità, la semplificazione dell'apprendistato, i diritti di chi vive una malattia grave e delle donne vittime di violenza. 
Di questi e altri argomenti vi parleremo in maniera più approfondita in altri focus dedicati al mondo del lavoro e ai numerosi cambiamenti che stanno avvenendo. Se volete essere aggiornati continuate a seguirci su Educaweb.it, il portale della formazione dove potete trovare una banca dati di corsi sempre aggiornata. Non lasciarti scappare le opportunità del futuro, formati con Educaweb!
 
 
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