Il turismo via web mette le radici

Redazione di Educaweb.it
10/05/2016

Il modo in cui si comprano le vacanze (e come si vendono) si è trasformato. 
L' avvento del digitale ha cambiato l'economia mondiale e così anche il modo di fare turismo: più web, scelte online e assistenza ai clienti. 
Il settore turistico, che solo in Italia muove un giro d'affari da 99 miliardi di euro, non è certo rimasto a guardare questo fenomeno di digitalizzazione globale: se dunque i turisti sono sempre più web oriented e si servono in percentuali sempre più crescenti della rete per scegliere e prenotare la vacanza - lo dimostra anche uno studio del Politecnico di Milano - secondo cui il turismo digitale si avvia a conquistare il 20% del mercato complessivo, tanto vale aprirsi ai modelli vincenti: ecco allora sbarcare in Italia i marchi più prestigiosi della filiera che produce software per il sistema turistico ricettivo online, parliamo di soggetti come Expedia, Hotwire, Sabre, Amadeus, Travel Republic, Trivago, Oracle, Fast Booking, Travelclick, Passpartout, ma anche di Kigo, dal Texas che hanno travolto il sistema tradizionale delle agenzie (anche se ancora oggi online ci si informa, mentre per l'acquisto, soprattutto quando l'organizzazione del viaggio è un po' complessa, ci si affida ancora ai mezzi tradizionali) per favorire il turismo digitale...
Queste aziende sono veri e propri consulenti sia per gli addetti al settore che per i viaggiatori. Ad esempio: i cinesi non ne vogliono sapere di cappuccino e cornetto e non si danno pace se non trovano al risveglio un piatto di noodles, anche gli americani vogliono la loro colazione con uova e bacon e i giapponesi non fanno la doccia dunque esigono la vasca da bagno, nessuno tollera un wi-fi difettoso. Sono solo alcune delle abitudini dei turisti che, caso mai agli albergatori sfuggissero, ci pensa Booking.com (società nata a Amsterdam alla fine degli anni '80) a ricordare. Oppure "lo dice TripAdvisor…", mega sito mondiale, una vera e propria community di chi fa dei viaggi l'attività preferita e che, per di più, alla fine scrive anche la relativa recensione mettendo sul piatto un valore aggiunto che fa ormai veramente la differenza. Sono loro che tramite le recensioni dei viaggiatori, assegnano la medaglia d'oro alle strutture, e che vantano oltre 5 mila certificati d'eccellenza, cioè il massimo riconoscimento del mondo dell'online. Questo fenomeno, per gli addetti al settore, rappresenta allo stesso tempo un'opportunità (per chi riscuote giudizi positivi) e paura (per chi al contrario ne esce affossato). Il risultato? 340 milioni di utenti unici al mese, oltre 225 milioni di recensioni o opinioni scritte dai viaggiatori di tutto il mondo, quasi 5 milioni di aziende del settore presenti, 139 contenuti postati ogni minuto, ma soprattutto 2.900 dipendenti. Insomma, un bel passo avanti rispetto a quell'idea venuta a Stephen Kaufer (Founder e Ceo di Tripadvisor) che mosse i primi passi in un appartamento piazzato sopra una pizzeria di Boston nel febbraio del 2000.
E non è tutto. Perché da una ricerca sulle performance degli account turistici delle regioni sui social media, nel periodo 1 agosto \ 31 ottobre 2015, tra le pagine Facebook prima è "Visit Tuscany" (circa 450 mila fan che hanno generato oltre 500 mila interazioni), seguita da "Visit Sicilia" e "Alto Adige da vivere". "Visit Tuscany" primeggia anche su Instagram, la community delle immagini, collezionando oltre 18 mila follower, distanziando "Visit Veneto", "We Are in Puglia" e "Marche Tourism", e generando più di 106 mila interazioni, mentre su Twitter, in termini di follower acquisiti, svettano Marche, Emilia Romagna e Puglia.

L'Italia è in cima alla lista dei desideri, i turisti internet sono cresciuti in 10 anni da 700 milioni a un miliardo e cento, per tale ragione, gli addetti di settore, sempre più si interrogano sui nuovi trend,  sulle nuove idee di prodotto, sull'impresa, sulla comunicazione e le tecnologie per il turismo e persino sul ruolo dei blogger nell'orientamento dei consumatori nella scelta di un viaggio, affinché le aziende possano valutare le opportunità di business più innovative.

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