“ Moncada Energy Group - Intervista a Salvatore Moncada ”

Redazione di Educaweb.it
21/01/2017

Un'analisi sullo scenario delle energie rinnovabili in Italia ed in Europa.

Moncada Energy Group ha rappresentato il 5° produttore privato di energia rinnovabile in Italia. Quando ha avuto l'intuizione di convertire il know how che aveva nel mondo delle costruzioni nello sviluppo dei progetti sulle energie rinnovabili?
Intorno alla fine degli anni'90 lo scenario delle imprese ha iniziato a cambiare, imprese a conduzione familiare e grandi imprese. Stava venendo meno la piccola impresa e questo ha reso necessario un cambiamento. Nel 1997 ho iniziato a cercare un'alternativa, a fare ricerche sul settore delle energie rinnovabili e mi sono reso conto che questo settore poteva rappresentare il futuro ma richiedeva investimenti di grandi dimensioni. Nel corso degli anni successivi ho iniziato a viaggiare in Europa per capire e scoprire cosa succedeva in questo campo e come si stava approcciando l'impresa a questo settore. Danimarca e Olanda erano e sono nazioni all'avanguardia in questo segmento industriale, e proprio studiando il loro modello di sviluppo nella green economy, ho notato che non esistevano necessariamente multinazionali operanti nel settore, ma anche piccole aziende. Dopo un inizio difficile, dovuto soprattutto alla conversione delle competenze della mia società sono riuscito, attraverso un programma finanziario e un efficiente studio ingegneristico a proiettarmi nel mercato dell'energia eolica e così facendo alla fine degli anni '90 mi sono inserito nel mercato italiano come uno tra i primi players privati, proprio nel momento in cui anche i grandi gruppi industriali iniziavano ad investire seguiti dalle imprese più piccole.
 

Da un'indagine che abbiamo effettuato abbiamo visto che sono diversi i campi di attuazione professionale nel settore delle energie rinnovabili. Dal momento che lei è un uomo di impresa quali sono le professioni che ritiene possano offrire maggiori possibilità di lavoro per i giovani?
Parlando di energie rinnovabili abbiamo a che fare, necessariamente, con grandi investimenti e si richiede perciò professionalità specifiche nello sviluppo di questo tipo di business come analisti finanziari, ingegneri meccanici e gestionali, se invece ci riferiamo al segmento dell'efficientamento energetico chiamiamo in causa professioni più legate al mondo della progettazione edile, e l'ingegneria ambientale ed elettronica. Una domanda che può sorgere spontanea potrebbe essere come affrontare il tema dell'efficientamento energetico e investirvi le risorse in un periodo di crisi economica, ma in realtà questo campo è da considerarsi di investimento, non solo per le grandi aziende, ma anche per le famiglie stesse o per le piccole imprese, che destinano i 2/3 dei costi addebitati in bolletta alle tasse.
 

Quali percorsi formativi consiglierebbe ai giovani che vogliono intraprendere una carriera in questo settore?
Tra i percorsi formativi che mi sento di consigliare ai giovani che si apprestano a fare delle scelte, ci sono sicuramente tutti i corsi di Laurea in Ingegneria e le loro successive specializzazioni. Ritengo siano più utili i corsi di laurea in Ingegneria Elettronica e in Ingegneria Meccanica, visti i campi di applicazione specifica del settore delle energie rinnovabili.
 

Qual è lo scenario delle energie rinnovabili in Italia e verso dove stiamo andando? Qual è secondo Lei il modello estero a cui guardare?
In generale all'estero l'energia cosiddetta "verde" ha contagiato l'industria locale e viceversa, continuando a crescere grazie anche ai numerosi programmi di co-investimento pubblici. Contrariamente a quanto succede all'estero, il programma di sviluppo italiano del settore si è fermato e compriamo dalle altre nazioni macchinari, tecnologie e sistemi di produzione integrata. Il periodo in cui sia lo Stato sia le aziende investivano in energie rinnovabili è durato solo tre, quattro anni. Basti pensare che in Germania è da oltre 10 anni che lo sviluppo in questo settore procede a ritmo costante. In Italia, ad un certo punto, sono venuti meno gli incentivi e non tutte le aziende, che avevano fatto grandi investimenti, sono riuscite a sopravvivere nel contesto di mercato. Nella nostra nazione, purtroppo, l'energia rinnovabile non è ancora vista come un settore industriale in cui investire da parte dello Stato, o comunque non allo stesso livello di altri paesi, come quelli del nord Europa, dove da sempre la ricerca della sostenibilità energetica da fonti rinnovabili è una priorità.

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