Dalla persuasione all'immedesimazione: lo storytelling.

Redazione di Educaweb.it
21/04/2017



 

 
Lo storytelling è il modo in cui un brand racconta sé stesso, e come il cliente diventa destinatario di un messaggio che va al di là del mero scopo commerciale, ma coinvolge l'inesplorato campo emozionale.
 
Quando si parla di brand, pensiamo immediatamente al capitale economico, pertanto qualcosa di squisitamente materiale. In verità, in una società che straripa di alternative, ciò che veramente è in grado di valorizzare un'azienda, un marchio, un prodotto, è un'altra tipologia di capitale ossia quello emozionale, che rappresenta l'insieme di tutti quelli che sono i valori alla base di un brand, della sua mission e della sua vision. In poche parole, della sua identità. Identità che deve combaciare, quantomeno parzialmente, con quella dei suoi acquirenti, reali e potenziali (soprattutto potenziali!), al fine della loro fidelizzazione. Perché le persone si orientano automaticamente verso quei brand con i quali sentono di condividere un sistema valoriale.
 
E il modo più efficace di garantire che ciò avvenga, è affidarsi alla tecnica dello storytelling, di cui si sente tanto parlare, ma i cui meccanismi restano ancora sconosciuti ai più. Oggi noi vogliamo cercare di far luce proprio su questi ingranaggi invisibili, ma indispensabili.
 
Banalmente, storytelling significa "raccontare storie", ma questo potrebbe dirvelo un qualsiasi vocabolario, anche uno di quelli tascabili, che si portano in viaggio per garantirsi una basilare sopravvivenza linguistica. In ambito aziendale, però, il tutto diventa leggermente più complesso, perché le "storie" che vengono raccontate, hanno un fine ben preciso, sono studiate ad arte per far sì che si attui nel destinatario un meccanismo di immedesimazione, di condivisione valoriale con il brand. Lo storytelling è l'evoluzione del vecchio messaggio commerciale, che diventa vera e propria narrazione, atta ad instaurare un legame affettivo con l'azienda, mettendo in luce il suo lato umano ed emozionale.
 
E' un processo in cui il destinatario del messaggio viene coinvolto senza che se ne accorga, ma non perché debba essere in qualche modo circuito o irretito in modo subliminale, ma semplicemente perché il prodotto diventa un'esperienza, un qualcosa che trascende dal marketing tradizionale. Accadeva con Carosello, che ci faceva sorridere con le avventure di Caballero e Carmencita, e accade ancora oggi con Ikea, che non ci propone semplicemente mobili componibili a poco prezzo, bensì un concetto, un'idea, e cioè che tutti, ma proprio tutti, possono avere una casa bellissima, compreso chi al "bellissimo" ha sempre dovuto preferire l'"economico", a discapito dell'estetica. Insomma, Ikea diventa promotrice di una democrazia dell'arredamento, e la comunica egregiamente, attraverso le sue narrazioni, che vedono protagoniste le famiglie, di ogni tipologia possibile. Democraticamente, appunto.
Lo storytelling non ha bisogno di dire…è una narrazione che necessita di evocare, anche solo attraverso un'immagine, o una melodia. Si crea così un'affinità con i destinatari del messaggio, ricreando esperienze da loro vissute, o che vorrebbero vivere. Questa affinità è un patrimonio inestimabile per un'azienda che voglia davvero distinguersi sul mercato.
 
Non stupisce, quindi, da parte di sempre più brand di successo, la scelta della narrazione per fidelizzare i clienti: la comunicazione narrativa coinvolge, diverte ed emoziona, costruendo esperienze e delineando valori in cui il destinatario del messaggio può riconoscersi. La storia ha un valore, e la narrazione è il modo più naturale di trasmettere valori.
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