Oltre le logiche di mercato: la responsabilità sociale d'impresa

Redazione di Educaweb.it
24/04/2017

In un mondo sempre più attento al futuro, a tematiche ambientali e di sviluppo sostenibile, le grandi aziende e le multinazionali rispondono con una nuova figura dedicata alla responsabilità sociale d'impresa (RSI manager). Un ruolo in crescita anche in Italia, sia come numero sia come autorevolezza.
 
Con "Responsabilità Sociale d'Impresa" (RSI), l'equivalente dell'inglese Corporate Social Responsibility (CSR), si intende "la responsabilità delle imprese per gli impatti che hanno sulla società". Questo concetto nasce negli Stati Uniti intorno alla seconda metà del Novecento, e si evolverà nel tempo fino a raggiungere una definizione più precisa, negli anni Ottanta. Affinché possa essere garantito il benessere sociale, è necessario che anche le imprese facciano la loro parte, adottando tutta una serie di comportamenti che possano portare benefici tanto a loro stesse, quanto al contesto sociale ed ambientale nel quale sono inserite. È anacronistico, oggi come oggi, pensare che un'impresa debba dar conto del suo operato solo agli azionisti, adottando un approccio che verta esclusivamente sul lato economico. Ciò non significa che un'azienda debba smettere di ragionare in termini di profitto, perché l'obiettivo finale deve comunque rimanere il guadagno; semplicemente è opportuno ampliare la classica prospettiva con cui si guarda al mercato.
 
Nel momento in cui un'impresa nasce in un determinato contesto territoriale, si innesta automaticamente in uno spazio sociale. Tra la società e l'impresa si instaura un tacito patto, che ha come fine ultimo il mantenimento di un equilibrio che possa garantire all'impresa di operare senza ostacoli, ed agli attori sociali di trarre beneficio da quell'operato. Le imprese hanno l'obbligo morale di tener conto delle aspettative e delle esigenze dei cosiddetti stakeholder, ossia di tutti coloro che sono coinvolti direttamente o indirettamente in un'iniziativa economica, come il personale, i fornitori, la comunità locale di riferimento.
 
A livello pratico un'azienda deve, ad esempio, porre attenzione alla sostenibilità delle sue azioni, garantendo uno sfruttamento consapevole delle risorse ambientali e territoriali. Deve garantire un coinvolgimento attivo della comunità locale garantendone lo sviluppo. Deve comunicare ed agire sempre con trasparenza. Non può limitarsi ad azioni svolte per obblighi legislativi, ma deve dimostrare un interesse spontaneo nei confronti di qualsivoglia problematica sociale. Un approccio così strutturato apporta alle aziende tutta una serie di vantaggi che consentono loro di rimanere competitive sul mercato, perché sono garanzia di distinzione.
 
La RSI rafforza la reputazione d'impresa, valore intangibile, ma di fondamentale importanza, perché genera profitto e fidelizzazione; la società, infatti, tenderà a preferire un'azienda che rispetti un solido codice etico, oltre che qualitativo. Porre attenzione nei confronti dei propri dipendenti, del loro benessere e dei loro diritti, genera un clima di lavoro migliore, e, di conseguenza, i lavoratori sono soddisfatti e produttivi. Inoltre, ridurre l'impatto ambientale e lo spreco di risorse ha delle ricadute importanti sul futuro del territorio, che condiziona inevitabilmente anche l'azienda che opera al suo interno.
Il manager che si occupa di responsabilità sociale è una figura emergente e molto ricercata dalle imprese, nel panorama italiano ormai oltre l'88% ne riconosce il suo alto valore. I compiti assegnati a questa figura professionale sono quelli legati alla gestione delle problematiche sociali e ambientali connesse al lavoro delle imprese e intese come parte integrante delle loro strategie e piani industriali.
 
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