Laurea in lingue: quali prospettive?

Redazione di Educaweb.it
06/03/2018

Secondo un'indagine pubblicata da Almalaurea, lingue è in assoluto la facoltà preferita dalle donne. Ma quali lavori si possono fare dopo? Dalle ambasciate alle crociere, passando per l'europrogettazione, sono tanti gli ambienti in cui si richiedono profili multilingue.

Cosa vuol dire esattamente essere cittadini del mondo? Le distanze – non solo geografiche – che intercorrono tra le popolazioni che risiedono ai quattro angoli del pianeta possono davvero essere abbattute? Rispondere a queste domande non è facile. Le sfide poste dal mondo globalizzato hanno suscitato reazioni diverse: c'è chi ha scelto di chiudere le porte e chi, al contrario, ha deciso di scommettere sull'apertura. Costruire ponti tra culture e lingue diverse è una delle sfide professionali più avvincenti del prossimo futuro, a cui può concretamente pensare chi ha in mente di conseguire una laurea in Lingue. Che, come scopriremo, non apre solo alla possibilità di parlare fluentemente due o più lingue straniere, ma permette anche di ampliare le proprie vedute sul mondo, procurando le competenze che potrebbero aiutare a renderlo meno diviso e litigioso.

Cosa si studia all'Università?

Il percorso universitario prevede una conoscenza approfondita della lingua e della letteratura italiana, dalla quale non si potrà assolutamente prescindere. Le offerte didattiche variano da ateneo ad ateneo. Ci sono corsi di laurea di primo livello (che durano tre anni) e quelli magistrali (biennali) che profilano sbocchi formativi ed occupazionali diversi. Per questo, prima di procedere con l'iscrizione, è necessario reperire tutte le informazioni utili ad individuare il corso più rispondente alle proprie aspettative o aspirazioni. In linea di massima, è possibile specializzarsi nella conoscenza delle lingue, delle letterature e delle culture straniere o intraprendere la strada che conduce alla mediazione linguistica. O ancora, optare per un corso in scienze del turismo che implica la conoscenza di materie storiche, artistiche, archeologiche e geografiche. Iscriversi alla facoltà di Lingue non significa solo studiare l'inglese, il francese, il russo, l'arabo, il cinese, ma puntare su una formazione articolata, che contempla lo studio della filologia e della linguistica, della glottologia e della semiotica, della filosofia del linguaggio e della sociologia dei processi culturali e comunicativi. Ma anche dell'economia, del diritto, della geografia, della storia e dell'informatica.

Quali sono gli sbocchi professionali?

Il titolo in Lingue è spendibile in più ambiti. C'è chi trova lavoro all'interno di aziende private e chi in istituzioni pubbliche internazionali come i consolati e le ambasciate, chi si specializza nell'interpretariato e nelle traduzioni e chi finisce per organizzare eventi di portata mondiale. Le grandi aziende interessate all'import-export sono, sempre più interessate a reclutare risorse capaci di fornire loro assistenza linguistica; mentre l'ambito della cosiddetta "mediazione" offre un numero potenzialmente illimitato di opportunità professionali che possono portare a lavorare anche nel Terzo Settore, per occuparsi di questioni quanto mai delicate che possono riguardare la sanità, i diritti civili e sociali, la sicurezza e la prevenzione dei conflitti. E non si trascurino tutti gli sbocchi lavorativi propri del settore turistico: dall'organizzatore di itinerari turistico-culturali all'agente di viaggio; dalla guida e accompagnatore specializzato all'addetto alle informazioni turistiche impiegato nelle più diverse strutture e località. C'è poi chi riesce a "capitalizzare" la sua laurea in Lingue trovando impiego negli istituti di cultura italiana all'estero o dedicandosi al giornalismo e all'editoria. Per non parlare dell'insegnamento e della ricerca che possono spianare la strada a una promettente carriera internazionale.
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